LA LEGA DELLA TERRA SUI FATTI DI ROSARNO

Riguardo ai gravi fatti tutt’oggi in corso a Rosarno, la LEGA della TERRA, unico rappresentante dei legittimi interessi del mondo contadino, stigmatizza l’atteggiamento di stampa e politici che concentrano la loro attenzione (e quella della pubblica opinione) sugli esiti sanguinosi del grave squilibrio dell’economia agricola nazionale senza minimamente accennare alle cause che hanno portato alla situazione attuale.

La verità è che oggi i mandarini coltivati e raccolti nella zona di Rosarno vengono pagati sul campo 6 centesimi al kilo e arrivano ad essere venduti, al dettaglio, a 2 euro al kilo.

Un complesso onnipervadente di strutture intermedie parassitarie lucra un’incredibile profitto incredibile grazie alla disponibilità permanente di capitali (proveniente da traffici illeciti) e alla contemporanea assoluta chiusura di credito degli istituti bancari nei confronti delle aziende agricole.

La LEGA della TERRA, nel quadro di una visione corporativa solidale e gerarchica dei processi di produzione e commercio, propone i seguenti rimedi:

1) il Ministro dell’Agricoltura stabilisca un’equo prezzo (multiplo dell’attuale) per ogni prodotto dei campi;
2) sia fissata a 50 euro netti la retribuzione per la giornata lavorative di un bracciante agricolo non qualificato;
3) la disponibilità di giornate di lavoro sui campi sia veicolata ai giovani disoccupati italiani tramite liste comunali di disoccupati;
4) siano fissati ferreamente a un numero massimo di due gli intermediari tra il campo e il rivenditore al dettaglio;
5) sia posto un tetto massimo del 30% di ricarico per ogni passaggio di intermediazione;
6) sia permesso al dettagliante (che sostiene spese e si deve liberare dell’invenduto) un ricarico massimo del 100%;
7) sia istituito un istituto statale per il credito agricolo.

In questa maniera, il produttore moltiplicherà i guadagni, i giovani italiani disoccupati potranno essere impiegati, l’immigrazione clandestina e il caporalato saranno sradicati, il mandarino arriverà al consumatore al prezzo di un euro al kilo e non di due euro al kilo. I parassiti speculatori (quasi sempre espressione imprenditoriale di entità mafiose) saranno tagliati fuori.

Tutto il resto sono solo chiacchiere demagogiche di cui il mondo contadino è ormai stanco.

 
News
 
03.11.2009
Inserita nella sezione "Downloads" la rassegna stampa "Agricoltura e futuro"

03.11.2009
Inserito in homepage l'appuntamento di Cassino (FR)
 
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Sabato 19 dicembre dalle ore 14 alle ore 1930 in Via Cavour,effetteruemo un presidio in difesa dei prodotti italiani con degustazione prodotti tipici del COMPRA ITALIANO e con la presenza del Segretario Nazionale della Lega della Terra Paolo Zattoni!

 
   

5 Novembre - CASSINO (FR)
Giovedì 5 novembre dalle 9,00 alle 19,00 a Cassino (FR) in Via G.B. Vico 6 (Piazza San Giovanni) di fronte al Consorzio di Bonifica "Valle del Liri" manifestazione congiunta della Lega della Terra e Forza Nuova per chiedere la riduzione delle aliquote sull'acqua ad uso irriguo.

Info: 346/3004975 - 335/6254274

Contro il Consorzio di bonifica “Valle del Liri”
MANIFESTAZIONE DELLA LEGA DELLA TERRA A CASSINO

Domani, giovedì 5 novembre dalle ore 9,00 davanti alla sede del Consorzio di Bonifica “Valle del Liri” a Cassino, in Provincia di Frosinone, si terrà una manifestazione della Lega della Terra per protestare contro gli aumenti delle aliquote sull’acqua ad uso irriguo che penalizzano oltremodo gli agricoltori del frosinate.
Da anni la Lega della Terra, in collaborazione con il Sindacato Italiano e Forza Nuova, ha aperto una vertenza col Consorzio di bonifica: centinaia di agricoltori, vessati dalle troppe imposte, sono in causa ed hanno già ottenuto il blocco di alcuni pagamenti non dovuti. Domani manifesteranno ancora una volta per far sentire la voce del mondo agricolo dimenticato dal governo, attaccato dall’UE, massacrato dalla concorrenza sleale dei prodotti a basso costo, ma senza controlli di alcun genere, che provengono dall’est Europa, dalla Turchia o dalla Cina.

 
   

AGRICOLTURA,LEGA DELLA TERRA E FORZA NUOVA LANCIANO LE 10 DOMANDE AL MINISTRO LUCA ZAIA

Il Segretario di Forza Nuova Roberto Fiore sarà a Cremona sabato 24 ottobre per intervenire alla Fiera Internazionale del Bovino da latte.
La presenza di Forza Nuova e della Lega della Terra annunciata negli scorsi giorni ha creato scalpore:il movimento intende opporsi con concrete proposte al Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, il cui operato è, a dire di Forza Nuova , gravemente insoddisfacente.
Il mondo dell'Agricoltura versa in uno stato pietoso in tutta Europa, per decenni è stato trascurato e vessato:è giunto il momento di cambiare politica, e di restituire al mondo agricolo la dignità sottratta.Partendo dal circuito dell'allevamento.
Roberto Fiore afferma:"45.000 stalle sono a rischio chiusura, 300.000 posti di lavoro nel mondo dell'allevamento sono in pericolo. E tutto accade nel massimo silenzio degli organi di informazione. Forza Nuova lancia 10 domande al Ministro Zaia. Ministro, se ci sei fai un fischio."

 
   
LA LEGA DELLA TERRA PONE 10 DOMANDE AL MINISTRO ZAIA!

1. Signor Ministro, gli industriali lattiero-caseari sono agevolati da un vuoto legislativo che permette loro di spacciare il latte estero come italiano. In Italia infatti basta che una piccola percentuale del latte imbottigliato sia italiano per spacciare tutto il prodotto etichettato come made in Italy. Quanto dovremo aspettare ancora prima di sapere da dove proviene quello che beviamo?

2. Come lei sa, alle nostre frontiere entrano merci anche di dubbia provenienza, prive di tracciabilità, e spesso senza i requisiti minimi di salubrità e sicurezza alimentare. Quando si darà ordine ai NAS di controllare tutti i prodotti a base di derivati del latte?

3. Gli industriali italiani stanno tirando troppo la corda, quest'anno pagano il 30% meno ai produttori di latte.Il latte italiano, sottoposto a rigide regole sanitarie e a maggior costi produttivi ,viene pagato al prezzo globalizzato dei prodotti esteri. Quando il suo ministero deciderà di imporre un giusto prezzo alla stalla del latte realmente italiano, e di favorire la sua consumazione e la sua vendita?

4. La Sua richiesta alla Comunità Europea di stanziare soldi per l´ammasso privato di formaggi e latte in polvere va a vantaggio esclusivo di sostenere i prezzi di vendita al dettaglio e quindi a vantaggio di industriali e trasformatori. Quando si cercherà una buona volta di portare vantaggi al prezzo del latte alla produzione?

5. In molti caseifici e industrie lattiere si fa uso di latte estero, polveri di latte e cagliate di provenienza estera. Nei supermercati e nelle industrie arrivano ogni giorno ettolitri di latte estero sterile, semilavorati e polveri di caseina per poi essere trasformati industrialmente e diventare prodotti italiani all'insaputa dei consumatori. Quando saranno veramente tutelate le produzioni d´origine e le produzioni tipiche italiane ?

6. Lei, Ministro, ha regalato le quote a chi non ha mai rispettato le regole. Toglierà le quote a chi non pagherà le multe e continuerà con i contenziosi verso lo Stato?

7. Lei sa che abolire le quote latte vuol dire dare uno schiaffo agli allevatori onesti, che hanno investito per rispettare la legge e potrebbero ritrovarsi con mutui ancora da pagare per un capitale che Lei vuole non ci sia più ?

8. Lei sa che la sua politica di abolire le quote latte fa il gioco degli industriali, che chiedono più produzione e sempre minori prezzi alla stalla?

9. Lei si oppone alle giuste richieste di Francia e Germania di abolire le compensazioni nazionali, per favorire il solito giochetto degli allevatori fuori quota. Non trova che il rispetto delle quote individuali porterebbe ad un immediato calo della produzione con conseguente maggior ricerca del latte italiano ed un miglioramento del prezzo alla stalla ?

10. Quando, signor Ministro, toglierà quel fazzoletto verde dalla giacca ed inizierà ad essere il Ministro dell´Agricoltura di tutti gli allevatori italiani, e non solo di una parte politica?

 
     
- Che lo Stato e la classe politica riconoscano il ruolo fondamentale e primario dell’agricoltura per la pace sociale, l’ indipendenza economica e la costruzione di una Patria al tempo stesso moderna e legata ai valori della tradizione.

- Che si salvaguardi la salute pubblica attraverso la protezione e la promozione di agricoltura e allevamento e il blocco dei prodotti esteri, spesso privi di qualsivoglia garanzia igienico-sanitaria e di tracciabilità.

- Che lo Stato incentivi e sostenga il ritorno dei giovani al lavoro della terra. Per queste ragioni la Lega della Terra auspica che a favore dell’agricoltura italiana si prendano
le seguenti iniziative:

- Attuazione di una politica a protezione del prodotto italiano vittima di politiche e direttive sopranazionali che ne sviliscono il valore nonché di una concorrenza sleale frutto di un mercato globale incontrollato che immette sul nostro mercato prodotti privi di garanzia sanitaria. A difesa della salute dei cittadini proponiamo che vengano bloccati le importazioni di prodotti esteri di qualità dubbia.

- Creazione di una rete che metta in diretto contatto i produttori agricoli e i consumatori tagliando, così, fuori tutti gli intermediari parassitari e gli speculatori.

- Difesa e incentivazione della produzione agricola nazionale di qualità che vanta caratteristiche di tipicità e naturalità e rilancio di colture per anni abbandonate, come il grano.

- Abolizione dei consorzi agrari per come sono oggi concepiti. Taglio delle ingenti tassazioni e incentivazione all’ occupazione in questo settore attraverso l’erogazione ai giovani braccianti di sussidi stagionali.

- Formazione di un comitato comprendente gli operatori del settore che indichi quali debbano essere i giusti prezzi al dettaglio delle varie merci.

- Congelamento dei debiti con banche e Stato e apertura di un vero credito cooperativo agricolo con funzione sociale e non di profitto.

- Divieto di speculazione sui terreni agricoli che ha visto lievitare i prezzi di mercato in modo abnorme a danno degli agricoltori e degli accorpamenti aziendali. Il terreno a destinazione agricola potrà essere acquistato solo dai coltivatori diretti e non da industriali o altre categorie non agricole.



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