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12.7.2010
Inserito in homepage "Lega della Terra e quote latte"

03.11.2009

Inserita nella sezione "Downloads" la rassegna stampa "Agricoltura e futuro"

03.11.2009
Inserito in homepage l'appuntamento di Cassino (FR)
 
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Il nuovo esagerato prezzo del latte

Sabato 17 luglio 2010 Assolatte ( l'associazione industriali del latte ) ha comprato una pagina intera di un quotidiano lombardo per lanciare accuse vergognose e arroganti verso i produttori di latte italiano, rei di pretendere un aumento esagerato del prezzo. A parte il fatto di voler fare i conti in tasca agli allevatori, speculando sul fatto di trattenere dei contributi Pac e parte dell'Iva che hanno ben altre motivazioni sociali, si è voluto insinuare che eventuali aumenti del prezzo di vendita al dettaglio saranno da imputare solo alle richieste esagerate del settore primario. Settore primario che è al limite della sopravvivenza, avendo dovuto sopportare in soli 2 anni un calo del prezzo del latte alla produzione del 30%, messo in concorrenza con il latte di importazione, mentre il settore industriale del latte ha così enormemente incrementato il valore aggiunto delle lavorazioni casearie. Si vuole inoltre paragonare il costo di produzione del latte italiano con quello di paesi nord europei o extraeuropei ( Lituania e Nuova Zelanda ), ben sapendo che in Italia vi sono maggiori costi energetici, di manod'opera, di affitto dei terreni e di burocrazia. Se poi c'è un limite di quota produttiva, non è certo colpa degli agricoltori, caso mai della politica. Non dicono inoltre gli industriali del latte che con il latte extracomunitario è impossibile produrre del formaggio di qualità, se non usandolo in quota parte del latte italiano. Non dicono che il latte extracomunitario è usato nella maggior parte nelle produzioni di latte Uht a lunga conservazione, ma che non riescono e non vogliono garantire la tracciabilità, la salubrità e la provenienza. Non dicono che comprano il latte a prezzo extracomunitario e lo rivendono a prezzo italiano, con ricarichi fino a 5 volte il prezzo della materia prima. Non dicono che il latte extracomunitario è spesso usato illegalmente anche nella preparazione dei formaggi tipici italiani, nonché è spesso fonte di frodi per adulterazione con farine lattee e caseinati. Gli industriali del latte, insieme alla politica liberista e mondialista, hanno tirato troppo la corda e ridotto le nostre aziende agricole al limite della sopravvivenza economica, usando gli allevatori come operai al servizio dell'industria, e concedendo miserabili aumenti del prezzo della materia prima al solo fine di tenere in vita il comparto, per i loro profitti commerciali. Industriali e politica che tengono in ostaggio al Senato il Decreto sull'etichettatura e tracciabilità, non permettendo al consumatore di riconoscere il vero prodotto italiano e di sostenerne il consumo e il prezzo. Politica miope che abbuona multe e regala quote a una minoranza leghista, e umilia allevatori onesti in gran maggioranza, abili produttori e allevatori, ma alle strette finanziarie per lo strapotere industriale e la sleale concorrenza dei prodotti esteri, di dubbia qualità e tracciabilità. Siamo alla lotta di sopravvivenza per il comparto agricolo italiano, non è più tempo di indugiare e credere alle promesse. Il prezzo del latte alla produzione in Italia deve essere garantito a 40 centesimi al litro ( 1/3 del costo di 1 litro d'acqua ! ) e i sindacati agricoli non devono mollare. È tempo di bloccare i cancelli delle industrie casearie, se è il caso anche le strade. Gli allevatori sono brava gente, ma a tirare troppo la corda c'è il rischio che si spezzi.

Dott Paolo Zattoni Coordinatore nazionale Lega della Terra

 

Lega della Terra e quote latte

Oggi, sabato 10 luglio 2010, ancora il solito balzello sulle quote latte : chi ha splafonato deve pagare oppure no ?
Lega della Terra è senza ombra di dubbio dalla parte di chi ha sempre rispettato la legge, pur storcendo il naso, rispettando i limiti produttivi imposti ed adeguandosi nel caso a comprare nuovi diritti a produrre o ad affittarli.
Ma la legge sulle quote latte è una legge giusta ? Nonostante l’Italia sia un paese deficitario nella produzione del latte vaccino, è giusto limitare i propri allevatori ed importare cospicue quantità di latte – quasi il 50% del nostro fabbisogno – dall’estero ? Perché alcune centinaia di allevatori, contro i 40.000 onesti che rispettano le regole, si ostina a non rispettare i limiti aziendali imposti dalle quote latte, e continua a produrre in eccesso alla propria quota, per giunta rifiutandosi di pagare le multe ?
Già nel lontano 1983 si cominciò a parlare di limitare la produzione di latte vaccino in Europa, causa un eccesso di offerta e i continui ammassi di prodotto stoccato – in particolare burro e latte in polvere – per salvaguardare il prezzo del prodotto. Si cominciò a rilevare le produzioni nazionali di latte prodotto, e si arrivò così a imporre lo stop ad ulteriori aumenti di produzione, decidendo di fissare quote nazionali. L’Italia fu effettivamente penalizzata in quanto la sua produzione nazionale di latte vaccino era allora intorno al 60% del fabbisogno nazionale, rispetto a paesi come l’Olanda o il Belgio che producevano il 300% del fabbisogno, ma fu premiata nella salvaguardia della sua industria manifatturiera e siderurgica, allora una delle più importanti in tutta Europa.
Era il 1984, e lo Stato italiano decise di aderire a questo sistema, frazionando la quota nazionale in altrettante quote individuali, per una migliore applicazione dei controlli. Fin da subito alcuni allevatori non rispettarono i limiti imposti, accumulando multe che consistevano nel prezzo del latte corrente più una maggiorazione del 15%. Ma la rigidità della legge e dei regolamenti fu ben presto raggirata da politici compiacenti e dagli stessi sindacati agricoli, che allora minimizzavano sul problema. Le quote latte furono suddivise in quota A ( riferita all’anno produttivo 1983 ) e quota B ( la maggior produzione dall’83 al 1991 ). Numerosi regolamenti legislativi crearono una tale confusione da non permettere uno sviluppo armonico del sistema quote, come ad esempio fu disincentivato l’acquisto di quota A perché si sarebbe andati a perdere l’equivalente disponibilità di quota B ( che ricordiamo era una quota disponibile all’allevatore per produrre latte aziendale ma non poteva venderla o cederla in affitto, perché maturata dopo l’anno 1983, anno di riferimento delle quote latte ). Oppure si verificò il caso di un commercio vero e proprio di diritti a produrre, effettuato proprio dai sindacati agricoli degli allevatori ( in primis Coldiretti e Unione Allevatori ), con tanto di provvigione , andando a riesumare vecchi ed ormai estinti diritti a produrre del 1983 e vendendoli come attuali a nuovi allevatori, oppure superando i limiti imposti dalla legge che chiedeva un massimo di 300 qli di latte prodotto per ettaro di proprietà coltivabile, oppure eccedendo nel prezzo di vendita, che andava così a premiare solo chi smetteva di produrre, ma penalizzava chi continuava a restare sul mercato.
Nonostante tutto ciò, la grandissima maggioranza degli allevatori italiani si adeguò al sistema quote latte sperando di salvaguardare il prezzo di vendita del prodotto, ma una limitata percentuale di allevatori – non più del 5% - continuò a produrre in eccesso, andando ad offrire al mercato un prodotto fuori quota che andava solo a danneggiare il prezzo di vendita del latte nel suo insieme e favoriva solamente gli industriali del latte , che lavoravano il prodotto con forti valori aggiunti, mentre gli allevatori non percepivano il prezzo perché per legge la somma era ritenuta per il pagamento delle multe. Poi la politica fece il resto, andando ad appoggiare quella minoranza di allevatori splafonatori, in primis la Lega Nord, che in seguito presero il nome di Cobas del latte, ritornando agli allevatori stessi le somme accantonate per le multe, e innescando innumerevoli ricorsi ai tribunali amministrativi.
Mentre gli onesti compravano quote, accendendo mutui e prestiti anche a discapito di altri possibili investimenti nella produzione, i Cobas vendevano latte fuori quota, compravano terreni e ampliavano le aziende. Ora i Cobas non vogliono pagare le multe, adducendo frodi nell’importazione di latte in polvere o nell’assegnazione delle quote individuali, che pure ci sono state, ma tali da non compromettere i livelli produttivi nazionali. Numerose indagini amministrative hanno valutato la correttezza dei dati nazionali, tutti i tribunali hanno ormai convenuto sulla non accettazione di ulteriori ricorsi, ma la politica di questo governo si ostina a coprire e sostenere chi non ha rispettato le regole, proponendo un ulteriore stop, e diciamolo pure una sorta di sanatoria, sul pagamento delle multe. La lega Nord ha ormai passato il segno, e dopo innumerevoli leggi a favore dei Cobas con rateizzazioni prima 14ennali e poi 30ennali, con attribuzione gratuita di ulteriori quote latte concesse dalla Comunità Europea e distribuite solo agli allevatori splafonatori ( !!! ), ora, davanti all’ostinazione dei Cobas di non pagare ancora le multe, propone una sanatoria.
Per LEGA DELLA TERRA il punto è uno solo : chi esce di un solo litro di latte dal suo riferimento aziendale, in coscienza sa che è fuori regola e deve pagare una multa !
A nulla valgono richiami alle frodi o al conteggio finale nazionale, le multe vanno pagate, anche per rispetto di migliaia di allevatori che hanno rispettato le regole.
Lega Nord e PDL sono la prova evidente del non rispetto delle regole, della politica che premia i più furbi e i più scaltri, del rapporto clientelare politica-elettore e del voto in cambio del favore, in questo caso truffaldino.
Che poi il sistema quote latte al giorno d’oggi non sia più confacente al mercato, questo è un altro problema. Infatti oggi, con la globalizzazione dei mercati e l’invasione di prodotti esteri , anche latte in particolar modo dai paesi del Nord Europa e dalla Nuova Zelanda, non ha più senso limitare la produzione. Ma se così deve essere , deve valere per tutti e non solo per i Cobas. Se ci sono battaglie da fare, vanno fatte tutti insieme, sia contro le frodi nazionali, sia per la liberalizzazione delle produzioni.
Per LEGA DELLA TERRA e FORZA NUOVA l’unico mezzo, che può garantire la sopravvivenza del comparto agricolo e la salvaguardia del prezzo in questo Sistema globale, è la valorizzazione dei prodotti tipici italiani, latte compreso, con l’etichettatura dei prodotti e la garanzia d’origine e di filiera produttiva, nonché una forte azione di controllo e repressione frodi. Mezzo che è osteggiato dal Sistema economico e industriale, per poter continuare a vendere prodotti a “prezzo italiano”, ma di “origine estera”, cioè continuando a frodare la legge e i regolamenti nazionali.
LEGA DELLA TERRA e FORZA NUOVA si batteranno strenuamente per la difesa degli allevatori che hanno sempre rispettato le regole e per la salvaguardia delle nostre tipicità agricole.

Paolo Zattoni.

 
   

La Lega Della Terra apre a Cerveteri!

Idee e proposte per rilanciare un importante settore

La domanda che sento più spesso afferma il responsabile di Cerveteri Davide Bonfili è questa: l’agricoltura oggi è importante quanto lo era ieri?
Seguendo un filone storico..dai secoli passati ai giorni nostri, anche nei paesi diciamo più sviluppati, l’agricoltura ha avuto sempre un ‘importanza primaria sia per lo sviluppo delle popolazioni ma anche per la costruzione degli imperi.Oggi purtroppo viene messa in secondo piano nelle economie moderne, mentre resta vitale per lo sviluppo economico dei paesi più poveri ed arretrati.
Oggi le politiche a Cerveteri come anche in Italia afferma il secondo responsabile Emanuele Lopes non si sono mai interessate dell’importanza della nostra agricoltura e dei nostri prodotti scaturendo cosi una massiccia importazione di prodotti di dubbia qualità e provenienza che hanno rovinato semplicemente i nostri agricoltori e i consumatori.
A questo punto entra in “gioco”LA LEGA DELLA TERRA” proponendo:
- Che lo Stato e la classe politica riconoscano il ruolo fondamentale e primario dell’agricoltura per la pace sociale, l’ indipendenza economica e la costruzione di una Patria al tempo stesso moderna e legata ai valori della tradizione.
- Che si salvaguardi la salute pubblica attraverso la protezione e la promozione di agricoltura e allevamento e il blocco dei prodotti esteri, spesso privi di qualsivoglia garanzia igienico-sanitaria e di tracciabilità come detto in precedenza.
- Che lo Stato incentivi e sostenga il ritorno dei giovani al lavoro della terra.

Per queste ragioni la Lega della Terra auspica che a favore dell’agricoltura italiana si prendano le seguenti iniziative:
Attuazione di una politica a protezione del prodotto italiano
Creazione di una rete che metta in diretto contatto i produttori agricoli e i consumatori tagliando, così, fuori tutti gli intermediari parassitari e gli speculatori.
Formazione di un comitato comprendente gli operatori del settore che indichi quali debbano essere i giusti prezzi al dettaglio delle varie merci.
Congelamento dei debiti con banche e Stato e apertura di un vero credito cooperativo agricolo con funzione sociale e non di profitto.
Ed infine un altro punto fondamentale:
Divieto di speculazione sui terreni agricoli che ha visto lievitare i prezzi di mercato in modo abnorme a danno degli agricoltori e degli accorpamenti aziendali. Il terreno a destinazione agricola potrà essere acquistato solo dai coltivatori diretti e non da industriali o altre categorie non agricole.
Questo è il nostro progetto che sta dando già i suoi primi risultati a livello nazionale e che vorremmo iniziasse ad avere successo anche a Cerveteri vista la sua origine agricola che vanta di un ottima produzione soprattutto di uva e vino.A breve organizzeremo degli incontri con gli agricoltori locali dove sentiremo le loro istanze per proteggere un settore da decenni dimenticato.Sappiamo di avere dei progetti validi e concreti per la rinascita della nostra terra.Per saperne di più potrete visitare il sito www.ilfascioetrusco.org nella sezione ( LEGA DELLA TERRA ) o semplicemente chiamando i responsabili Davide Bonfili 389/6886678 Emanuele Lopes 349/3511564.

 
   

LA LEGA DELLA TERRA SUI FATTI DI ROSARNO

Riguardo ai gravi fatti tutt’oggi in corso a Rosarno, la LEGA della TERRA, unico rappresentante dei legittimi interessi del mondo contadino, stigmatizza l’atteggiamento di stampa e politici che concentrano la loro attenzione (e quella della pubblica opinione) sugli esiti sanguinosi del grave squilibrio dell’economia agricola nazionale senza minimamente accennare alle cause che hanno portato alla situazione attuale.

La verità è che oggi i mandarini coltivati e raccolti nella zona di Rosarno vengono pagati sul campo 6 centesimi al kilo e arrivano ad essere venduti, al dettaglio, a 2 euro al kilo.

Un complesso onnipervadente di strutture intermedie parassitarie lucra un’incredibile profitto incredibile grazie alla disponibilità permanente di capitali (proveniente da traffici illeciti) e alla contemporanea assoluta chiusura di credito degli istituti bancari nei confronti delle aziende agricole.

La LEGA della TERRA, nel quadro di una visione corporativa solidale e gerarchica dei processi di produzione e commercio, propone i seguenti rimedi:

1) il Ministro dell’Agricoltura stabilisca un’equo prezzo (multiplo dell’attuale) per ogni prodotto dei campi;
2) sia fissata a 50 euro netti la retribuzione per la giornata lavorative di un bracciante agricolo non qualificato;
3) la disponibilità di giornate di lavoro sui campi sia veicolata ai giovani disoccupati italiani tramite liste comunali di disoccupati;
4) siano fissati ferreamente a un numero massimo di due gli intermediari tra il campo e il rivenditore al dettaglio;
5) sia posto un tetto massimo del 30% di ricarico per ogni passaggio di intermediazione;
6) sia permesso al dettagliante (che sostiene spese e si deve liberare dell’invenduto) un ricarico massimo del 100%;
7) sia istituito un istituto statale per il credito agricolo.

In questa maniera, il produttore moltiplicherà i guadagni, i giovani italiani disoccupati potranno essere impiegati, l’immigrazione clandestina e il caporalato saranno sradicati, il mandarino arriverà al consumatore al prezzo di un euro al kilo e non di due euro al kilo. I parassiti speculatori (quasi sempre espressione imprenditoriale di entità mafiose) saranno tagliati fuori.

Tutto il resto sono solo chiacchiere demagogiche di cui il mondo contadino è ormai stanco.

 
   
Sabato 19 dicembre dalle ore 14 alle ore 1930 in Via Cavour,effetteruemo un presidio in difesa dei prodotti italiani con degustazione prodotti tipici del COMPRA ITALIANO e con la presenza del Segretario Nazionale della Lega della Terra Paolo Zattoni!

 
   

5 Novembre - CASSINO (FR)
Giovedì 5 novembre dalle 9,00 alle 19,00 a Cassino (FR) in Via G.B. Vico 6 (Piazza San Giovanni) di fronte al Consorzio di Bonifica "Valle del Liri" manifestazione congiunta della Lega della Terra e Forza Nuova per chiedere la riduzione delle aliquote sull'acqua ad uso irriguo.

Info: 346/3004975 - 335/6254274

Contro il Consorzio di bonifica “Valle del Liri”
MANIFESTAZIONE DELLA LEGA DELLA TERRA A CASSINO

Domani, giovedì 5 novembre dalle ore 9,00 davanti alla sede del Consorzio di Bonifica “Valle del Liri” a Cassino, in Provincia di Frosinone, si terrà una manifestazione della Lega della Terra per protestare contro gli aumenti delle aliquote sull’acqua ad uso irriguo che penalizzano oltremodo gli agricoltori del frosinate.
Da anni la Lega della Terra, in collaborazione con il Sindacato Italiano e Forza Nuova, ha aperto una vertenza col Consorzio di bonifica: centinaia di agricoltori, vessati dalle troppe imposte, sono in causa ed hanno già ottenuto il blocco di alcuni pagamenti non dovuti. Domani manifesteranno ancora una volta per far sentire la voce del mondo agricolo dimenticato dal governo, attaccato dall’UE, massacrato dalla concorrenza sleale dei prodotti a basso costo, ma senza controlli di alcun genere, che provengono dall’est Europa, dalla Turchia o dalla Cina.

 
   

AGRICOLTURA,LEGA DELLA TERRA E FORZA NUOVA LANCIANO LE 10 DOMANDE AL MINISTRO LUCA ZAIA

Il Segretario di Forza Nuova Roberto Fiore sarà a Cremona sabato 24 ottobre per intervenire alla Fiera Internazionale del Bovino da latte.
La presenza di Forza Nuova e della Lega della Terra annunciata negli scorsi giorni ha creato scalpore:il movimento intende opporsi con concrete proposte al Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, il cui operato è, a dire di Forza Nuova , gravemente insoddisfacente.
Il mondo dell'Agricoltura versa in uno stato pietoso in tutta Europa, per decenni è stato trascurato e vessato:è giunto il momento di cambiare politica, e di restituire al mondo agricolo la dignità sottratta.Partendo dal circuito dell'allevamento.
Roberto Fiore afferma:"45.000 stalle sono a rischio chiusura, 300.000 posti di lavoro nel mondo dell'allevamento sono in pericolo. E tutto accade nel massimo silenzio degli organi di informazione. Forza Nuova lancia 10 domande al Ministro Zaia. Ministro, se ci sei fai un fischio."

 
   
LA LEGA DELLA TERRA PONE 10 DOMANDE AL MINISTRO ZAIA!

1. Signor Ministro, gli industriali lattiero-caseari sono agevolati da un vuoto legislativo che permette loro di spacciare il latte estero come italiano. In Italia infatti basta che una piccola percentuale del latte imbottigliato sia italiano per spacciare tutto il prodotto etichettato come made in Italy. Quanto dovremo aspettare ancora prima di sapere da dove proviene quello che beviamo?

2. Come lei sa, alle nostre frontiere entrano merci anche di dubbia provenienza, prive di tracciabilità, e spesso senza i requisiti minimi di salubrità e sicurezza alimentare. Quando si darà ordine ai NAS di controllare tutti i prodotti a base di derivati del latte?

3. Gli industriali italiani stanno tirando troppo la corda, quest'anno pagano il 30% meno ai produttori di latte.Il latte italiano, sottoposto a rigide regole sanitarie e a maggior costi produttivi ,viene pagato al prezzo globalizzato dei prodotti esteri. Quando il suo ministero deciderà di imporre un giusto prezzo alla stalla del latte realmente italiano, e di favorire la sua consumazione e la sua vendita?

4. La Sua richiesta alla Comunità Europea di stanziare soldi per l´ammasso privato di formaggi e latte in polvere va a vantaggio esclusivo di sostenere i prezzi di vendita al dettaglio e quindi a vantaggio di industriali e trasformatori. Quando si cercherà una buona volta di portare vantaggi al prezzo del latte alla produzione?

5. In molti caseifici e industrie lattiere si fa uso di latte estero, polveri di latte e cagliate di provenienza estera. Nei supermercati e nelle industrie arrivano ogni giorno ettolitri di latte estero sterile, semilavorati e polveri di caseina per poi essere trasformati industrialmente e diventare prodotti italiani all'insaputa dei consumatori. Quando saranno veramente tutelate le produzioni d´origine e le produzioni tipiche italiane ?

6. Lei, Ministro, ha regalato le quote a chi non ha mai rispettato le regole. Toglierà le quote a chi non pagherà le multe e continuerà con i contenziosi verso lo Stato?

7. Lei sa che abolire le quote latte vuol dire dare uno schiaffo agli allevatori onesti, che hanno investito per rispettare la legge e potrebbero ritrovarsi con mutui ancora da pagare per un capitale che Lei vuole non ci sia più ?

8. Lei sa che la sua politica di abolire le quote latte fa il gioco degli industriali, che chiedono più produzione e sempre minori prezzi alla stalla?

9. Lei si oppone alle giuste richieste di Francia e Germania di abolire le compensazioni nazionali, per favorire il solito giochetto degli allevatori fuori quota. Non trova che il rispetto delle quote individuali porterebbe ad un immediato calo della produzione con conseguente maggior ricerca del latte italiano ed un miglioramento del prezzo alla stalla ?

10. Quando, signor Ministro, toglierà quel fazzoletto verde dalla giacca ed inizierà ad essere il Ministro dell´Agricoltura di tutti gli allevatori italiani, e non solo di una parte politica?

 
     
- Che lo Stato e la classe politica riconoscano il ruolo fondamentale e primario dell’agricoltura per la pace sociale, l’ indipendenza economica e la costruzione di una Patria al tempo stesso moderna e legata ai valori della tradizione.

- Che si salvaguardi la salute pubblica attraverso la protezione e la promozione di agricoltura e allevamento e il blocco dei prodotti esteri, spesso privi di qualsivoglia garanzia igienico-sanitaria e di tracciabilità.

- Che lo Stato incentivi e sostenga il ritorno dei giovani al lavoro della terra. Per queste ragioni la Lega della Terra auspica che a favore dell’agricoltura italiana si prendano
le seguenti iniziative:

- Attuazione di una politica a protezione del prodotto italiano vittima di politiche e direttive sopranazionali che ne sviliscono il valore nonché di una concorrenza sleale frutto di un mercato globale incontrollato che immette sul nostro mercato prodotti privi di garanzia sanitaria. A difesa della salute dei cittadini proponiamo che vengano bloccati le importazioni di prodotti esteri di qualità dubbia.

- Creazione di una rete che metta in diretto contatto i produttori agricoli e i consumatori tagliando, così, fuori tutti gli intermediari parassitari e gli speculatori.

- Difesa e incentivazione della produzione agricola nazionale di qualità che vanta caratteristiche di tipicità e naturalità e rilancio di colture per anni abbandonate, come il grano.

- Abolizione dei consorzi agrari per come sono oggi concepiti. Taglio delle ingenti tassazioni e incentivazione all’ occupazione in questo settore attraverso l’erogazione ai giovani braccianti di sussidi stagionali.

- Formazione di un comitato comprendente gli operatori del settore che indichi quali debbano essere i giusti prezzi al dettaglio delle varie merci.

- Congelamento dei debiti con banche e Stato e apertura di un vero credito cooperativo agricolo con funzione sociale e non di profitto.

- Divieto di speculazione sui terreni agricoli che ha visto lievitare i prezzi di mercato in modo abnorme a danno degli agricoltori e degli accorpamenti aziendali. Il terreno a destinazione agricola potrà essere acquistato solo dai coltivatori diretti e non da industriali o altre categorie non agricole.



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